ella fondazione del Boccone del Povero a Palermo da parte di Giacomo Cusmano fu coinvolta, fin dall’inizio, anche la sorella del beato, Vincenzina (1826-1894). Il suo contributo fu rilevante soprattutto nell’avvio della congregazione delle Serve dei Poveri.
Le lettere di Vincenzina Cusmano al fratello Giacomo, qui raccolte, documentano appunto il ruolo da lei interpretato nell’organizzare la vita delle prime case d’ospitalità per i poveri e delle prime comunità delle suore in diverse diocesi della Sicilia. Ma anche nel tenere i contatti con i preti che si erano uniti all’iniziativa del Cusmano e con quelli che operavano pastoralmente nei paesi siciliani presso cui venivano aperte le case del Boccone del Povero, nonché nell’intrattenere i rapporti con gli amministratori e con gli amici della nuova fondazione e, soprattutto, con i tanti poveri che in essa ricevevano aiuto.
Questo epistolario costituisce, perciò, un’importante fonte per la conoscenza non solo delle origini della famiglia religiosa fondata dal beato Cumano, ma anche del contesto sociale ed ecclesiale siciliano, come pure dei costumi e dei modi di vivere delle popolazioni isolane nel secondo Ottocento.