’orizzonte in cui si sviluppa la ricostruzione storica presentata in questo volume è quello disegnato dalle vicende del cattolicesimo italiano, che tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta del sec. XX espresse idee e iniziative anticipatorie della stagione conciliare. L’attenzione è focalizzata in particolare su due singolari figure del cattolicesimo meridionale: Giuseppe Di Maggio, siciliano, e Antonio Lombardi, calabrese. Legati da una salda amicizia, entrambi laici convertitisi durante il regime fascista, danno vita, il primo a una libera iniziativa caritativa, il secondo a una ricerca filosofica che esce dalle secche di un pensiero vincolato al secondo tomismo e che comincia a confrontarsi con la filosofia contemporanea, da Nietzsche agli esistenzialisti e ad altri pensatori del primo Novecento. Resta ancora viva l’eredità del loro cristianesimo centrato, come in sant’Agostino, sull’amore, il solo in grado di restituire autentica visibilità e forza anche alla Chiesa di oggi.