ella biografia degli spirituali cristiani si riscontra sempre una dialettica di continuità e discontinuità tra le varie fasi della loro vita: la loro santità non significa il ripudio della loro storia personale, bensì la trasfigurazione d’essa. La dimensione sarchica, carnale, del loro vissuto è senz’altro superata, ma non cancellata: piuttosto nella loro carne viene ad emergere l’opera dello Spirito. Difatti la conversione, che è l’orizzonte principiale da cui si sviluppa la vicenda dei santi, è la valorizzazione della loro umanità, rinnovata nella sequela di Cristo e, perciò, condotta alla piena maturità.
È ciò che avviene anche nel caso di Filippo Latino (1605-1667), originario di Corleone, entrato fra i cappuccini della provincia religiosa di Palermo nel 1631 col nome di Bernardo, beatificato nel 1768 e canonizzato da Giovanni Paolo II nel 2001: questa “biografia”, ricavata dallo studio attento della documentazione prodotta nei processi per la sua beatificazione, aiuta esemplarmente a comprenderlo.