ove sono, quanti sono e chi sono si chiede l’autore, fissando come oggetto da studiare la quantità e la morfologia degli impianti ecclesiastici: dagli edifici destinati al culto divino fino agli uomini e alle donne che vivono e informano la Chiesa dall’interno, senza dimenticare le risorse finanziarie dispensate nei servizi liturgici.
L’ampiezza della documentazione analizzata autorizza Raffaele Manduca a proporre una visione originale dell’evoluzione della Chiesa siciliana durante i secoli dell’età moderna che contesta la visione polemica dell’Illuminismo su una istituzione in declino.
L’autore sottolinea con forza la vastità delle trasformazioni e dei progressi realizzati nell’organizzazione ecclesiastica isolana a partire dalla seconda metà del Cinquecento. Questi cambiamenti mettono in evidenza il modo in cui le decisioni tridentine sono state accettate e adattate, dagli attori stessi alla situazione dell’isola, permettendo di rispondere a un’esigenza largamente sentita di accesso ai sacramenti e di un rapporto più stretto e familiare con la Chiesa diffuso nella società siciliana. Ci viene così proposta una visione della storia della Chiesa siciliana che riesce a conciliare specificità isolana e inserimento nel contesto europeo che trova il suo giusto posto nel rinnovamento profondo della storiografia siciliana in atto nei due o tre ultimi decenni.