omenico Turano (1814-1885) e Vincenzina Cusmano (1826-1894) sono figure diversamente significative ma ugualmente importanti della storia della Chiesa in Sicilia nell’Ottocento. Il primo esercitò un notevole influsso, dapprima come direttore d’anime e docente universitario a Palermo, e poi come vescovo di Agrigento. La seconda collaborò con il fratello Giacomo Cusmano (1834-1888), fondatore del Boccone del Povero, nell’avvio e nella direzione della Congregazione delle Serve dei Poveri.
La corrispondenza epistolare tra i due, che il volume raccoglie, è testimonianza di un intenso rapporto umano e di un comune cammino spirituale e, nello stesso tempo, documento di una organica visione della vita cristiana come esperienza di una «divina metamorfosi», cioè della trasformazione-assimilazione al nuovo Adamo che è Gesù Cristo.
In essa vi si trova anche l’eco delle travagliate vicende politico-ecclesiali a palermo e in Sicilia nei decenni a cavallo dell’unificazione nazionale.
La pubblicazione del carteggio aggiunge un importante tassello nel mosaico della ricostruzione della storia sociale e religiosa della Sicilia nel secolo XIX.